Rettifica della dichiarazione mod. 730



Qualora il contribuente riscontri errori o omissioni all'interno della dichiarazione dei redditi ha la possibilità di presentare una dichiarazione correttiva o integrativa da trasmettere nuovamente all'amministrazione finanziaria.
Naturalmente tali dichiarazioni presuppongo che la dichiarazione originaria sia stata presentata, tenuto conto che le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza possono essere corrette o integrate, mentre le dichiarazioni presentate oltre tale termine non hanno tale possibilità e costituiscono esclusivamente titolo per la riscossione dell'imposta.

Qualora la rettifica sia effettuata prima della scadenza per l'invio della dichiarazione la stessa si considera una correttiva (occorrerà barrare la casella "correttiva nei termini").
Qualora la dichiarazione sia a sfavore del contribuente lo stesso dovrà versare la maggior imposta dovuta mentre in caso di rettifiche a vantaggio del contribuente il maggior credito o imposta versata potrà essere chiesto a rimborso o in compensazione. Qualora la rettifica sia effettuata oltre la data di scadenza la dichiarazione è da considerarsi integrativa (il contribuente dovrà barrare la casella "dichiarazione integrativa").
Anche in questo caso occorrerà distinguere il caso di rettifica a debito o a credito del contribuente. Nel caso di rettifica a sfavore, se questa è effettuata entro i limiti temporali previsti per il ravvedimento operoso, il contribuente ha la possibilità di sanare la propria posizione con sanzioni ridotte (oltre i termini le sanzioni saranno applicate in misura piena).

Nel caso di rettifica a favore del contribuente e nel caso in cui la rettifica sia effettuata non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo non verranno applicate sanzioni, il credito potrà essere utilizzato in compensazione, e possibile richiedere il rimborso dovuto, entro 48 mesi dal versamento.